Il chilometro più bello e “trascurato” d’Italia
di Fabiano Polimeni
Reggio Calabria. In attesa del tanto celebrato e avveniristico Regium Waterfront (sul quale tutto sembra tacere da due anni circa), cosa c’è di meglio che calcare i mille metri più belli d’Italia per spendere un’indimenticabile (?) giornata estiva nella Reggio città turistica? Magari ci si potrebbe porre alcune domande, così per sport, senza velleità di ricevere risposte, né tantomeno soluzioni. Leggi il seguito di questo post »
Reggio Calabria: un colabrodo (metropolitano)
REGGIO CALABRIA – Archi, Gallico, Catona. In comune un destino tragico: essere periferia della CITTAMETROPOLITANATURISTICA. Sono i luoghi dell’abbandono, quelli che al Tg nazionale o regionale non arrivano, sono i luoghi dove la cittadinanza si "arrangia" alla meno peggio, in attesa che qualcuno arrivi a dare un aiuto. Quel qualcuno sono le istituzioni, i mezzi tecnici del Comune e delle sue partecipate. Le domande che spontaneamente gli abitanti delle zone più colpite dalle violente piogge di venerdì scorso si pongono sono le stesse: perchè non è arrivato nessuno? Gli interrogativi dovrebbero essere ulteriori, ovvero, quanti mezzi dispone il Comune – direttamente o attraverso le società partecipate – per sgomberare le strade dal fango in situazioni di emergenza? come sono stati impegnati? con quali tempistiche? Fa specie constatare che, sabato alle ore 18,30, in località Salice – poco a nord di Catona – rappresentanti istituzionali del territorio, alle domande semplici che un cronista dovrebbe fare, rispondano "adesso non abbiamo tempo, ci lasci lavorare" (!). Ore 18,30, di noti che gli abitanti delle zone più gravemente colpite, a quell’ora avevano già impegnato le proprie braccia, attrezzi, mezzi per liberare le strade antistanti le abitazioni, le auto sommerse: tutto da soli. Magari, avrebbero dovuto attendere che circoscrizioni e mezzi comunali entrassero all’opera… Ha radici profonde e numerose la causa dei danni che hanno messo in ginocchio la CITTAMETROPOLITANATURISTICA. Assoluta assenza di manutenzione stradale, della rete fognaria e idrica, abusivismo, letti dei torrenti usati come discariche: colpe che appartengono alla classe dirigente locale e, anche, ai cittadini. Non tutti, ovviamente, ma è innegabile che siano in tanti a liberarsi del proprio scaldabagno gettandolo in qualche "fiumara" piuttosto che nelle sedi di raccolta opportune. Tra le risposte, sempre istituzionali – quindi perle di verità calate da soggetti che si sentono investiti di chissà quale autorità o potere, in ragione di quella loro "elezione" a guardiano di quartiere – questa è la più barocca: "è un evento straordinario, cosa potevamo fare?". Un artista circense non avrebbe saputo fare un carpiato migliore per nascondere le responsabilità di ognuno, a più livelli. L’ingegneria, poi… Straordinarie menti che farebbero impallidire Leonardo da VInci, quelle che progettano ponti su torrenti-fiumi di detriti. La palma di Archimede dei giorni nostri va a quel tale progettista che ha pensato bene ad un ponte di 1,7-1,8 metri per superare un torrente che solo a guardarlo minacciava fiumi di scaldabagni e carcasse di ogni genere al primo acquazzone autunnale. Ecco, evitando di andare oltre, visto che molti video e foto documentano al meglio la situazione di questi giorni, ciascuno si ricordi bene quando è in cabina elettorale, i personaggi e le azioni (non fatte) in un decennio di amministrazione. Poi, tranquilli, REGGIOCITTAMETROPOLITANATURISTICA ovviamente è là, col suo divertimento. Auguri!
Reggio non tace, De Magistris e Napoli al suo fianco
A cinque mesi dall’attentato alla Procura Generale, Reggio non tace. E lo fa restando al fianco di chi la criminalità organizzata la combatte quotidianamente, incontrandosi e discutendo tra cittadini liberi ed esponenti politici che si confrontano per rompere il silenzio e l’omertà. Ieri, in un Auditorium San Paolo gremito, l’onorevole Angela Napoli e l’eurodeputato Luigi De Magistris hanno incontrato la cittadinanza che non volta le spalle, per discutere dei rapporti tra ‘ndrangheta e politica. A moderare il dibattito, il giornalista Giuseppe Baldessarro. Un nuovo vento di conoscenza ed informazione che parte da un gruppo di cittadini con storie eterogenee, per Angela Napoli un incontro che “è un incoraggiamento a fuoriuscire dalla cappa dell’omertà. Fino ad oggi in Calabria è prevalsa questa cappa ed un po’ di apatia ed assuefazione al sistema. Non possiamo più delegare solo alle forze dell’ordine ed alla magistratura, il contrasto alla criminalità organizzata. Ciascuno, per le parti di competenza, deve farsene carico”. Se il dissenso è profondo e la scelta di stare da parte della legalità da parte dei cittadini è netto, le istituzioni locali stanno ascoltando questo grido di ribellione? “Devo dire con sincerità che non vedo ancora questa piena acquisizione di volontà da parte delle istituzioni locali, soprattutto a livello politico. Qualche segnale positivo inizia a vedersi, speriamo non sia momentaneo e fine a se stesso, ma volontà che abbracci tutte le istituzioni. Purtroppo, gli atti intimidatori che in questi ultimi giorni sono stati perpetrati nei confronti di amministratori locali, fanno capire che è difficile amministrare la cosa pubblica all’insegna della legalità” l’analisi della Napoli. Discutendo di rapporti tra ndrangheta e politica, a sorprendere – come fatto notare da Baldessarro – è che si discuta di infiltrazioni con un movimento, con la politica che non si è svegliata per discutere e guardarsi al proprio interno. Dal dibattito è emerso chiaramente il momento nel quale più forte è il collegamento tra organizzazioni criminali e politica, collegamento principale che avviene quasi sempre in campagna elettorale, quando il consenso per il voto diventa una ricompensa da “incassare”: sul punto, “è ferma in Senato, dopo l’approvazione alla Camera, una proposta di legge per precludere la campagna elettorale a pregiudicati e mafiosi, con la previsione della non candidabilità per il candidato che sia avvale del consenso mafioso durante la campagna elettorale: se diventasse legge, potrebbe essere un deterrente” spiega la Napoli. Reggio come detto non tace, però, per non tacere devi essere informato. Luigi De Magistris colpisce al cuore il problema, “oggi, chi informa? Nella normalità si partirebbe dal dibattito in Parlamento. In realtà, resta la magistratura e la stampa, quelle autonome e indipendenti: mentre parliamo si approva una legge per limitare entrambe”. Intravede l’attuazione di un progetto nato nel 1981 De Magistris, quando spiega il momento attuale: “senza informazione e senza capire cosa accade, si viene narcotizzati e si crea il pensiero unico. Le radici sono nel piano di rinascita democratica del 1981 di Licio Gelli”. Con la ndrangheta che ha compreso la forza di entrare e radicarsi nel sistema finanziario ed economico, chiede uno sforzo ancora più intenso alla magistratura calabrese: “si deve alzare il tiro, stroncare la linfa vitale per cui ndrangheta, mafia e camorra sono diventate potere politico e finanziario”. E’ un fiume in piena l’ex pubblico ministero, analizza la differente strategia tra mafia e ‘ndrangheta, con la prima a contrapporsi frontalmente allo Stato con una strategia militare, mentre la seconda “ha capito la forza di permeare nel centri di potere economico e finanziario. E’ la ndrangheta che sta in Borsa, quella con le lauree. Una mafia imprenditoriale che si presenta alle aste giudiziarie!”.
riGiro la Classifica
L’AQUILA – Capita che una tappa che doveva assumere un alto valore simbolico, con il ritorno sulle strade che 12 mesi fa vennero sconvolte dal terremoto, diventi un passaggio chiave di questo Giro 2010. Era prevedibile sarebbe stata terra fertile per attacchi, quella che dopo 262 chilometri avrebbe portato il gruppo a L’Aquila, quello che non era immaginabile era che diventassero strade buone per una fuga bidone. Dove oltre 50 corridori vanno in fuga dopo 40 chilometri di corsa, dove il gruppo lascia fare nonostante davanti fossero presenti corridori respinti dai primi dieci giorni di corsa rosa, per eventi vari e fortuiti ma tagliati certamente fuori dalla vittoria finale: Carlos Sastre su tutti.
Al via il CIVM 2010: Chirico cerca la riconferma
REGGIO CALABRIA – Dopo la lunga pausa invernale, domani prenderà il via da Arezzo la stagione 2010 del Campionato Italiano Velocità Montagna. Un avvio che vedrà ai nastri di partenza con la sua Peugeot 106 Gruppo A, Domenico Chirico. Il forte pilota reggino, già campione italiano per la propria classe (1600cc) nel 2009, punta a riconfermare i risultati dello scorso anno, senza limitare le ambizioni per qualcosa di ancor più importante.
28 aprile a Reggio Calabria: indietro di 65 anni
REGGIO CALABRIA – Due piazze, due manifestazioni, decine di pensieri tra loro opposti: anche nella stessa piazza. E’ quanto si percepiva ieri, in piazza Camagna come a San Giorgio al Corso. Al centro del manifestare, come se 65 anni fossero passati invano, la figura di Benito Mussolini. Da un lato, i giovani della Fiamma Tricolore e dell’Associazione Giovani Ciccio Franco che rivendicano il diritto di commemorare la figura del duce, dall’altra i ragazzi dell’Unione degli Studenti che si oppongono ad ogni riabilitazione storica di Mussolini.
Lungomare di… incuria
di Fabiano Polimeni
Un’ordinaria passeggiata su quello che dovrebbe essere il più bel chilometro d’Italia, si trasforma in un viaggio dantesco. Capita così che alcuni giovani facciano un reportage fotografico sulle condizioni in cui versano le spiagge di quella che dovrebbe essere la “vetrina” della città, riversando l’incuria sui social network. Un sopralluogo attento insieme ai ragazzi di Legambiente, conferma quel che le immagini mostravano, in spiaggia non è difficile mettere insieme un’automobile con i rottami che fanno bella mostra di sé: ruote, paraurti, sono lì a dimostrarlo.
2004-2010 Sei anni senza il Pirata
di FABIANO POLIMENI
Era il 14 febbraio del 2004, dopo un’agonia protrattasi per 5 lunghi anni, il più grande scalatore degli ultimi 30 anni moriva in un residence in quel di Rimini. Marco Pantani venne “ucciso” il 5 giugno 1999, additato come dopato e capro espiatorio di un sistema che era tutt’altro che lindo. A Madonna di Campiglio, quel giorno, il Pirata venne fatto uscire dall’albergo sotto scorta dei Carabinieri, come nemmeno per un criminale viene fatto.
60° Challenge Calabria, Soverato-Reggio. Ancora Petacchi
di Fabiano Polimeni
qui, il video dell’arrivo dell’ultima tappa
REGGIO CALABRIA – Ancora sigillo vincente per Alessandro Petacchi, vincitore dell’ultima tappa del Challenge Calabria dopo il successo sul traguardo di Crotone. Il velocista spezzino ha anticipato sul traguardo Oscar Gatto di oltre una bicicletta, terzo Mattia Gavazzi. Di seguito, le dichiarazioni dei protagonisti.
Al termine del Challenge, a caldo le dichiarazioni dei protagonisti. Matteo Montaguti, vincitore del Challenge. Non aver capitani in squadra vi ha lasciati liberi di correre? “Si è visto subito come è iniziato questo Giro, ognuno era libero di fare ciò che era in grado. Sono riuscito a fare il massimo senza alcuna aspettativa. Non posso chiedere di meglio da questo Giro, ora si torna in ritiro per poi correre sabato a Donoratico, proseguendo con la preparazione e le altre corse del calendario italiano, sperando in nuovi inviti e possibilità, magari in primavera”.
Motorshow dello Stretto – Arriva Vitantonio Liuzzi
lascia un commento »
di Fabiano Polimeni
I problemi che hanno penalizzato la prestazione di Liuzzi in Turchia sono stati gli stessi di Barcellona, nel mezzo l’ottima gara di Montecarlo dove ha chiuso a punti: “da Barcellona abbiamo cambiato telaio ed abbiamo avuto qualche problema in più. Monaco è gara a se, quando conosci il circuito è gara diversa dove il pilota può fare la differenza. In generale, stiamo avendo problemi da Barcellona con il telaio nuovo, non siamo riusciti a ottimizzare il bilanciamento. Per il Canada torneremo al vecchio telaio e speriamo di tornare in zona punti con maggior facilità. Barcellona e Istanbul sono stati due GP difficili, però, l’affidabilità c’è sempre e le innovazioni saranno continue: non ci rilassiamo. Ecco, questo è ottimo perchè siamo un team piccolo e stiamo lottando con i grandi. Sicuramente per quanto mi riguarda questi due risultati ci devono far aprire gli occhi per capire cosa sta succedendo alla macchina, siamo ottimisti di tornare in zona punti presto”. Tornando alla sua presenza a Reggio Calabria per il Motorshow dello Stretto, Liuzzi non dimentica l’obiettivo sicurezza stradale ed è chiaro sul tema: “sono testimone di varie campagne per la sicurezza stradale: è importante l’attenzione nella guida ed il comportamento in strada, capire cosa fare. Corro da quando avevo 11 anni, è il modo migliore per divertirsi al volante non certo quello di correre per strada”. A colpire maggiormente di Liuzzi, la disponibilità e cortesia, un bel colpo per il Motorshow riuscire ad avvicinare al pubblico degli appassionati piloti solitamente inarrivabili durante gli eventi del Mondiale di F1.
Scritto da Fabiano
31 maggio 2010 alle 13:31
Pubblicato in formula 1, motori, reggio calabria, sport
Taggato con arcobaleno, canada, classifica, commenti, dello stretto, f-duct, force india, gran premio, istanbul, liuzzi, moscato, motorshow, reggio calabria, sutil, tonio, turchia, vitantonio